SUCCEDANEI

SUCCEDANEI
Verso l’estinzione per non rinascere
Il Mondo non ti deve «niente», quindi tu, non puoi pretendere alcunché da alcuno.
Tutto quello che hai, ce l’hai in te: fra le orecchie, nel petto e, a destra, nella pancia.
Cervello, cuore e fegato e, cosa che non guasta, quel qualcosa in più che ti distingue da tutti gli altri mammiferi, bipedi e non, che convivono con te sulla Terra.
Di chiunque tu sia figlio, se accetterai le regole che il Mondo si è dato e sarai adeguato alle situazioni che incontrerai sulla tua strada, ma soprattutto se, avendo scelto dove andare, sarai disposto a pagarne il prezzo ineludibile «il Mondo» si farà da parte per lasciarti passare.
Certo, sul tuo cammino troverai un mucchio di gente che per i motivi più disparati e disperati allungherà «il piedino» per farti lo sgambetto ma se tu saprai scegliere chi saltare e a chi rompere «delicatamente» un paio di ossa del metatarso, riuscirai a superare le tappe intermedie del tuo viaggio, senza danni eccessivi.
Non ti sembri però troppo semplicistica e riduttiva questa mia conclusione.
Alla base stanno convinzioni, opinabili fin che vuoi ma al limite di quella verità contingente che ci è concessa.
Le ho esposte spesso e in varie occasioni: qui, oggi, te le riassumo.
Esse sono: non esiste qualcosa per niente, gli unici diritti che abbiano un valore sono quelli derivanti da doveri assolti, nessuno può darti o toglierti quello che tu non sei disposto ad accettare o a cedere, ogni scelta è solo merito o colpa tua, esiste solo un unico problema «irrisolvibile»: la morte (per ora); la peggior malattia che travaglia il mondo è l’ignoranza, e non ha scusanti, il peggior limite alla tua realizzazione è l’egotismo (da soli, di strada se ne fa poca); il miglior aiuto per un essere umano adeguato è l’amore per l’Umanità (sempre, e a tutti i costi).
Il che non vuol dire, nell’ordine, che si debba necessariamente sapere tutto, o non coltivare volta per volta un sano egoismo, o andare in giro a baciare il fondoschiena a tutti i bipedi mammiferi parlanti e pensanti; significa coltivare costantemente una conoscenza specifica adeguata, organizzarsi e interagire con altri disposti a condividere una meta o quantomeno un traguardo, non dovere mai niente a nessuno ed essere disposti all’occasione, a rinunciare ai propri crediti, per il solo fatto di poterselo permettere.
– Amico, caro, cos’è questo, il Vangelo del superuomo? –
No, di certo; sono solo degli ipotetici cartelli sulla ipotetica strada di un altro ipotetico traguardo di adeguatezza, piazzato non si sa dove appena prima di una fermata sicura: uguale per tutti, certa per tutti, ineludibile … per ora e … per fortuna. Il suo nome è «estinzione».
E adesso che sei «contento», vai a ranare o ritorna nella cesta.

Formaldeide

Fonte: Si sedes non is (ed. I.D.E.A. srl)

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